Mai nati: si definiscono così i bimbi morti durante la gravidanza.

Eppure… a me è parso che le mie figlie fossero nate per davvero: dopo un travaglio, seppur indotto; un parto, avvenuto in una sala parto vera, mentre il viso dell’ostetrica spuntava fra le mie ginocchia, anche lei in attesa…

Attendevamo tutti che venissero al mondo, per davvero, come tutti gli altri bimbi.

Mai nati?

Perché definirli mai nati?

Forse perchè sembra meno grave la morte di un bambino, se avviene quando ancora non è nato, quindi non ancora esistito davvero.

Forse perchè fa meno male la morte di un bambino, se pensiamo che non sia mai nato, quindi mai davvero esistito.

Forse perchè in questo modo la società può continuare a non occuparsi della morte di qualcuno che non è mai esistito e del dolore di qualcun altro, per qualcosa che non è mai accaduto.

Forse perchè è troppo difficile confrontarsi col fatto che ancora siamo così impotenti di fronte a questa morte, nonostante i tanti progressi della scienza.

Forse perchè è troppo difficile ammettere che non abbiamo potere sulla vita e sulla morte.

Le mamme non danno la vita.

Le mamme si offrono affinchè la vita nasca. Loro fanno il possibile. Loro sperano. Loro pregano. Loro ci sono. Sempre. Anche quando alla vita si sostituisce la morte.

mai nati

 

Sono molte le ragioni per cui questi bambini sono definiti mai nati, nonostante siano nati. Tutti.

Anche quelli che sono venuti al mondo attraverso una pratica chirurgica: perchè forse i bambini nati vivi da un taglio cesareo sono meno nati degli altri?

Cosa significa nascere?

Ne ho parlato insieme ad Andrea Napoli, in Pensieri e Parole, la diretta sul lutto perinatale, di Pensiero Celeste.

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