un giorno

A volte, quando dormi, ti guardo sognare e sogno anch’io…

un giornoLa mia piccola mediana ha compiuto sette anni.

Un’età con le sue difficoltà, come ogni età.

I denti cadono lasciando finestroni aperti, attraverso cui può entrare un vento fastidioso.

Il fisico muta: si allunga, si adatta… e talvolta al confronto con gli altri sembra non proprio adeguato.

Gli impegni aumentano, la scuola incalza, l’autonomia si fa carico di quelle piccole cose che faceva la mamma.

Diventare grandi è anche questo: accorgersi di quanto si sia diventati capaci di fare da sé e cominciare ad avvertire la mamma come ‘altro da sé’.

In questo crescere c’è l’immagine di se stessi, l’affermazione della propria personalità, i gusti, il carattere. Insieme ad una certa separazione, l’indipendenza e forse una sensazione di solitudine…

Sette anni e una vita ‘nel mezzo’: anche questo ha il suo peso.

Troppo grande per le cose da piccoli, troppo piccola per le cose da grandi.

Per lei, il vero problema, è: non avere problemi.

Così la priorità va al piccolo e le sue esigenze, oppure alla grande e le questioni più complesse dei grandi.

Per questa ricorrenza, avrei voluto qualcosa che le dicesse che ci sono. Io ci sono, la vedo, mi occupo di lei, mi preoccupo per lei, le sono accanto, vicina, più che posso e come so: lei non è sola, sta solo crescendo ed è normale avvertire qualche cambiamento.

Un giorno andrai per la tua strada e ti seguirò con lo sguardo fino a non vederti più.

L’albero delle lettere mi ha presentato questo piccolo gioiello di dolcezza.

In “Un Giorno”, c’è la nostra storia: lei ed io. Finalmente solo noi.

La mia piccola mediana lo ha preso fra le mani con curiosità, ha aperto e sfogliato le pagine, leggendo le piccole frasi e gustando i disegni delicati.

Alla fine lo ha tenuto in mano, riaperto e letto una seconda volta: ha compreso meglio il suo messaggio e con una risata (come fa lei) mi ha mostrato quanto lo abbia apprezzato.

Quindi lo ha riletto una terza volta. Poi alla sorella, poi ancora e ancora.

La sera lo ha messo al posto del cuscino. Ci ha dormito sopra.

Ecco, desideravo che mi potesse trovare in qualcosa di totalmente suo, che non mi dovesse dividere come spesso accade.

In ogni parola trova un abbraccio, il mio.

Talvolta trovo persone che riescono a trasformare i miei pensieri con le parole più adatte: a me non sarebbe riuscito così bene.

Questo è il valore dei libri.

Un giorno ho contato le tue piccole dita e le ho baciate ad una ad una.

Un giorno abbiamo attraversato la strada e mi hai stretto forte la mano.

Un giorno proverai una gioia così intensa da farti brillare gli occhi.

Un giorno conoscerai la tristezza e imparerai a superare il suo dolore.

Grazie alla libreria L’albero delle lettere: senza la sua passione per le cose belle e il suo impegno nel divulgarle, chissà se avrei scoperto questo piccolo tesoro.

2 Comments

  1. Te l’ho già detto che fai delle cose dolcissime per/con i tuoi figli? Penso di sì, ma vale la pena ripetertelo…
    E che bella idea… Un giorno…
    I tuoi figli hanno una mamma meravigliosa, cresceranno forti e sensibili allo stesso tempo.
    Ti abbraccio forte.
    Carmen

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