Ho imparato a respirare, di nuovo.

Sono rimasta per moltissimo tempo in apnea, senza saperlo.

Prima, mentre aspettavamo di concepirlo, il fiato si faceva corto, ogni mese, finché si è fermato per un momento di fronte al segno positivo.

Ogni respiro è diventato una preghiera, insieme alla speranza che in quell’attimo tutto non fosse già finito.

Nei mesi di fiato corto, il respiro si è assottigliato sempre di più, finché ha smesso di uscire, quando lui è uscito ed è stato portato via.

Respirava a fatica e necessitava di cure.

Non l’ho visto per diverse ore e la mia pancia vuota insieme all’assenza di peso nelle braccia, mi ha ricacciato là, dove non c’è tempo, né più spazio, dove non c’è altro che la fine.

Intanto anche la nostra figlia di mezzo veniva ricoverata per una polmonite.

Come fossimo tutti legati, in qualche modo, da un fiato che mancava.

Questi polmoni pressati e schiacciati dall’attesa, la speranza e quelle preghiere che sembravano tanto monetine cacciate in una vasca putrida e rafferma, di una piazza vuota, in un paese disabitato.

A poco a poco l’ossigeno è arrivato per tutti.

L’ultima sono stata io… a riattivare i polmoni.

Qualche volta avverto ancora quella sensazione di timore che mi ha accompagnato per tanto tempo. Come fosse un’abitudine dura a morire. Da lontano arriva il dubbio che la distrazione mi giochi brutti scherzi: vuoi vedere che tiro un sospiro di sollievo e invece non c’è niente per cui sollevarsi?

Ho imparato a respirare di nuovo.

Di corsa, dietro un piccolo uomo che non mi ha mai lasciato tregua. Ha sempre chiesto di me, come per dire:

Mamma, respira! Io ci sono. Sono qui e guai a te se ti azzardi a distrarti.

Tanto che talvolta agogno la distrazione, la fuga, quella solitaria dentro i miei pensieri, a fare i conti coi battiti del cuore, in armonia con il pieno e il vuoto dei polmoni.

Ho imparato a lasciare andare la paura.

Ho imparato ad accettare che esiste il qui e ora.

Ho imparato a godere degli attimi, pieni di vita che riempiono il tempo e lo spazio di un’esistenza ricca e pienamente goduta.

Quattro anni, oggi.

E respiriamo tutti insieme.

respirare

 

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