“Oggi lezione di grammatica, in terza.
Abbiamo fatto le concessive. Le concessive sono quelle proposizioni che cominciano con nonostante, sebbene, malgrado, eccetera.
Ho fatto anche un bello schemino alla lavagna. Bellino bellino. Ero fiero di me.
Loro intanto erano già pronti per addormentarsi.

Poi ho cancellato tutto. Ho cancellato tutto e ho scritto solo due parole, una di qua, una di là.
Una era “SE”. L’altra “NONOSTANTE”.

Ci sono persone “SE” e persone “NONOSTANTE”.

Persone periodo ipotetico e persone concessiva.

Persone che hanno sempre un “Se avessi”, “Se fosse andata così”, “Se non fosse successo questo” per ogni cosa.

E persone “Nonostante”.

Nonostante la sfiga, la famiglia disastrata (e chi non ne ha), gli errori, le avversità, loro vanno dritte, non mollano. Magari perdono, eh. Si fanno anche male. Spesso restano sole a fare a pugni col vento che non ne vuole sapere di soffiare contro. Ma non mollano. Non cercano dei se dietro cui nascondersi. Se qualcosa la vogliono, se hanno un cavolo di sogno, vanno avanti. Nonostante.

Lo so che non si dovrebbe ma lezione è finita con me che mi son lasciato prendere e ho detto, beh, che potevano anche prendere e buttare nel cesso tutto quanto gli ho insegnato in questi tre anni, e ricordarsi solo questo.”

 Enrico Galliano

persone se e persone nonostanteHo incrociato questo pensiero di Enrico in rete e lo trovo straordinario.

Ci sono Persone Se e Persone Nonostante.

Il loro è un atteggiamento, la scelta più o meno consapevole di come affrontare la vita, in tutte le sue declinazioni, anche le più terribili come la morte.

Le Persone Se, di fronte alla morte, saranno coloro che sempre e per sempre si chiederanno: “Se avessi”, “Se fosse andata così”, “Se non fosse successo questo”.

Nell’eterna ricerca di un rimedio, di un colpevole, di una scappatoia. Senza concedere tregua al rimpianto, al dolore, allo struggimento. Senza rassegnarsi ad un destino giudicato beffardo, ingiusto, inaccettabile. Restando con la sensazione d’essere stati traditi. Fissi in un lutto considerato ingiustificato. Non trasformabile.

Le Persone Nonostante saranno coloro che dal principio si chiederanno: “Se avessi”, “Se fosse andata così”, “Se non fosse successo questo”.

Eppure ad un certo punto si risponderanno: “Nonostante tutto, vado avanti”.

Attraversare il lutto è un po’ questo: riuscire a trasformarsi da Persone Se a Persone Nonostante.

Scegliere proprio di smettere con le Ipotesi e Concedere.

Concedere alla vita di manifestarsi così come viene. Accettando il suo corso, là dove non è possibile far altro.

Concedere alla natura di esprimersi per come è nella sua natura: trasformandoci, ad un certo punto.

Concedere a se stessi e agli altri d’essere umani. Fallibili, per nulla onnipotenti, mortali.

Concedere a se stessi di soffrire per l’Assenza e anche proseguire nel gioire per la Presenza che è stata.

Concedere a se stessi di trasformarsi nella donna o nell’uomo che si diventerà, con curiosità e senza troppa paura, man mano che la vita passa nel mezzo, lasciando il suo buono e il meno buono, eppure sempre concedendo a noi di farne il meglio.

Grazie a Enrico Galliano, professore di lettere, autore di “Eppure cadiamo felici“.

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