festa della mammaIn occasione della festa della mamma a scuola hanno raccolto i pensierini dei bambini e li hanno pubblicati su un settimanale locale.

Rebecca era molto orgogliosa di avere partecipato e poter torvare il suo pensierino per me stampato addirittura su un giornale!

Così appena il settimanale è uscito in edicola, ci siamo fiondati ad acquistarlo e senza indugio ci siamo messi alla ricerca del suo nome, in mezzo alle centinaia di nomi dei bambini, suoi colleghi locali.

Grazie, mamma, per avermi donato la vita.

Non può averlo pensato lei… mi son detta.

Non è un pensiero che un bambino di sette anni può maturare da solo, soprattutto una bambina cresciuta in una famiglia in cui i genitori non donano la vita, semmai la condividono…

La vita è un dono?

Mah… a me pare di più una scelta unilaterale: non che abbia potuto preventivamente sapere che ne pensassero i miei figli di capitare qui, fra di noi, e vivere (tanto o poco) in quest’epoca, su questa terra, in questa piccola frazione dell’entroterra ligure.

Rebecca era comunque molto fiera di vedersi annotata su quella fitta pagina di giornale e mi son guardata bene dal deludere le sue aspettative, così, la risposta migliore che mi è venuta, lì sul momento è stata:

Grazie a te, tesoro, per averla accettata!

Quindi ci siamo dedicate a leggere i pensierini dei suoi compagni e… erano pressappoco gli stessi.

Insomma, salta fuori che uno di loro ha espresso la frase fatta numero uno e tutti gli altri si sono adeguati.

Peccato.

Un’occasione persa per lasciare i bambini liberi di pensare e scoprire cosa sono capaci mettere insieme.

A me stupiscono ogni volta: loro sanno mostrarmi chiaramente quanto abbia perduto crescendo…

La mattina della festa della mamma Rebecca mi ha intimato di rimanere a letto:

Guai a te, mamma, se ti alzi!

E’ andata a svegliare suo papà, insieme mi hanno preparato il caffè e me lo hanno portato a letto. Insieme al caffè mi ha portato un piccolo cestino di vimini, ricolmo di petali di gelsomino secchi: li aveva raccolti col nonno il pomeriggio precedente, un pomeriggio dedicato a prepararmi una sorpresa…

Sotto il potpourri di gelsomino era nascosta la vera sorpresa: petali di camelia infilzati su steli secchi di fiori di campo, a formare altri fiori, costruiti apposta per me.

Ecco: questa è Rebecca.

Con le mani nella terra a inventare qualcosa a cui io non avrei nemmeno pensato… per coccolarmi e farmi felice!

Il cestino con il potpourri è ancora in bella vista sul ripiano in cucina, il settimanale è dimenticato, chiuso in uno sportello della sala.

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