famiglia

Non occorrono i geni per essere famiglia, a volte lo si è anche se i geni non ci sono, lo si è per scelta, solo perché ci si vuole bene.

In fondo non è questa l’origine della famiglia? Essa non comincia e non si fonda sull’amore di due persone che non hanno alcun gene in comune?

“Quando non sono i geni a far famiglia”

Professione MAMMA (Eidon Edizioni – 2015)

Cosa penso delle unioni civili e dello stepchild adoption?

In verità sullo stomaco mi vanno su e giù.

Perché non capisco la disuguaglianza, non capisco la forma a parte di una libertà di scelta che dovrebbe essere uguale per tutti.

Non capisco perché qualunque coppia, di qualunque sesso siano i suoi elementi, non possa avere la libertà di scegliere se essere o non essere una famiglia.

Una forma legale per definire la famiglia, assegnarne diritti e doveri, stabilirne tutele e regole, esiste già: è il matrimonio.

Il matrimonio non è il rito in chiesa con l’abito bianco, migliaia di euro elargiti per una festa che ai più sarà ricordata col pulsare dei piedi nelle scarpe troppo strette a fine giornata, il matrimonio è quella firma che si appone, uno dopo l’altro, in fondo ad un contratto, che vincola chi lo sceglie.

Matrimonio è unione e scelta: è la forma legale della famiglia.

Tuttavia sembra appannaggio solo di chi entra in chiesa con l’abito bianco e ciò è molto triste. Ancora questo stato si dice laico, ma laico non è, a partire dalle due ore di religione nella scuola primaria, a fronte di un’ora di inglese o cinque di matematica e scienze (complessive).

La Chiesa ripudia le coppie diverse dal suo schema? E facciamo prima: noi ripudiamo la Chiesa.

Prendiamoci la libertà di esprimerci come individui e non come una cultura imposta e bigotta.

Questo dovrebbe essere il punto di partenza: il matrimonio e non un rito a parte, destinato a persone a parte, come se fossero comunque non troppo giuste, ma cosa vuoi… diamoglielo un contentino…

Estendendo il matrimonio ad ogni coppia, a cascata viene tutto il resto.

Inutile la stepchild adoption, un termine impronunciabile, moderno e adeguato all’estero che detta l’agenda delle cose che contano, perché noi siamo sempre quei bigotti che arrivano per ultimi, al massimo ingoiano il boccone amaro quando ce lo chiede qualcun altro di più autorevole e alcune volte paghiamo pure penali salate perché il lassismo ci fossilizza nella nostra arretratezza.

Noi abbiamo già una legge che compie il processo di adozione in casi particolari: è l’ Art. 44 e seguenti L. 184/83.

Grazie a questa legge, il coniuge può adottare il figlio naturale o adottato dell’altro coniuge. Qualora il figlio naturale fosse riconosciuto da entrambi i genitori biologici, occorre ricevere il loro consenso. Occorre anche il consenso stesso dei figli, qualora avessero già una certa età.

Attraverso l’adozione, si definiscono diritti, doveri e tutele da parte di tutti coloro che si occupano dei minori. Con questa legge, i minori sono già tutelati dalla malafede degli adottandi.

Partendo dal matrimonio civile, ogni famiglia avrebbe accesso alle normali procedure di adozione ordinaria: ogni coppia sarebbe valutata con gli stessi parametri, perché la legge dovrebbe essere uguale per tutti.

La cosa che mi disgusta e mi preoccupa, pure mi spaventa è avere visto una piazza gremita di famiglie, con i loro bambini per mano, brandire cartelli con messaggi di discriminazione. Mi domando che adulti saranno questi figli. Parte dello Stato era ad inneggiare alla disuguaglianza, mascherandosi dietro un messaggio di protezione degli innocenti, le povere vittime che non possono difendersi da sole. Ecco, c’erano un mucchio di bambini impossibilitati a difendersi da messaggi di razzismo, messaggi ignoranti di disuguaglianza: a nessuno viene in mente di proteggere questi innocenti? O esistono innocenti più innocenti di altri?

A tutti quei moralisti, che in questi giorni hanno riesumati antiche foto di un Gay Pride, mostrando quanto poco siano adeguati tutti gli omosessuali ad essere genitori, ricordo che un paio di giorni fa (per citare un evento recente, ben lungi dall’essere l’unico della storia) un eterissimo prossimo padre di famiglia ha cosparso di alcool la compagna incinta di 35 settimane e le ha dato fuoco. Allo stesso modo, a tutti gli uomini etero dovrebbe essere impedito di procreare.

La devianza non ha sesso, età o religione, lei capita ovunque e a pioggia, come la chiusura mentale e l’incapacità di progredire.

Anche se penso che le unioni civili siano un passo a metà verso la parità che andrebbe pretesa, comprendo che da qualche parte si debba iniziare e la mediazione è l’arte del compromesso.

Alla fine, le unioni civili si faranno: si devono fare.
Pure la stepchild adoption, o come la vorranno chiamare.

La lotta sarà ardua e la vittoria scontata: la libertà è un processo che non si può fermare, le si può solo rendere difficile il cammino e ancora più gustoso il traguardo.

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