e ti fanno ottenere ciò che vuoi.

Santi Numi! 
I miei occhi cosa devono leggere!!!
La chiamano educazione….
Educare i bambini impartendo regole che li spiazzano, tanto da farti raggiungere il tuo scopo.
Già il titolo è agghiacciante.
1. “Fai pure chiasso o capricci… ma da un’altra parte”
Se vivi in un appartamento di 50 mq non esiste da un’altra parte, quindi puoi affittare l’appartamento di fronte al tuo, prendere di peso tuo figlio e chiudercelo dentro. Trovatemi un bambino che urla, il quale, con calma, è invitato a cambiare location per le sue performance vocali e senza protesta alcuna, senza la minima contrarietà, si dirigerà in cameretta, chiuderà la porta e si sbizzarrirà.

Lo stesso vale per capricci, pianti e brontolii. Quando un bambino urla perché arrabbiato ditegli  che lo ascolterete solo quando avrà finito di urlare e sarà disposto a parlare.

Ecco, questo suggerimento mi sembra un poco più applicabile… dipende dalla quantità residuale di pazienza rimasta in serbatoio.
2.  “Me lo compri?” Risposta: “Hai dei soldi tuoi da parte?”

Questa regola per funzionare deve essere applicata con forza e coerenza. Voi potete dire a vostro figlio sì o no riguardo qualsiasi acquisto che vi chiede. Ma la vostra decisione non si discute. Se il bambino continua a protestare perché vuole che gli compriate un gioco o altro, voi  dovete ripetergli, come un mantra, che non spetta a lui decidere come spendere i soldi.

Mia madre mi diceva: “Quando sarai maggiorenne, vaccinata e produrrai, allora….”
Vietare l’acquisto di un gioco perché il bambino non ha diritto decisionale, non è come dirgli che lui non conta quanto il genitore? Non è come sminuire la sua posizione in famiglia?
In famiglia siamo tutti uguali, godiamo tutti dello stesso rispetto e ascolto, dopodichè è ovvio che non possa essere lasciato ad un bambino lo scettro decisionale rispetto agli acquisti, ma può essergli spiegato che per acquistare il gioco occorre denaro. Il denaro è ciò con cui viene ricompensato il lavoro di papà (per questo è fuori casa ogni giorno). Il denaro è limitato e serve per fare molte cose, per esempio: se acquistiamo il gioco, col denaro che la nostra famiglia dispone per questa giornata, questa sera sarà il gioco ad essere bollito e servito nel piatto come cena. 

Questa regola funziona perché cambiate il discorso. Non più sul perché non gli comprate un nuovo giocattolo, ma sulle vostre finanze e come voi adulti gestite i soldi. E su questo argomento i piccoli non possono dire nulla. Inoltre inizierete a responsabilizzarli sull’importanza dei soldi.

Non capisco come stia responsabilizzando il bambino sull’importanza dei soldi, se gli dico che lui non ne ha, dunque non può decidere come spenderli….
4. “Ti annoi? Impossibile, la noia non esiste. E’ solo una tua mancanza di immaginazione”

Ogni volta che i vostri figli vi dicono che si stanno annoiando, dovrete semplicemente negare l’esistenza della noia. Potete dirgli: “Non è noia, ma è mancanza di immaginazione” oppure “La tua non è noia ma pigrizia mentale”. 


Questa regola funziona perché si cambia il tema della discussione: da un disagio che viene rivolto contro di voi: “Mi annoio, quindi fammi vedere la tv, dammi un dolce da mangiare, organizzami un gioco”, a un disagio rivolto a loro,  “il problema è vostro che mancate di immaginazione”. E se i vostri figli impareranno a intrattenersi da soli, davvero la noia non esisterà più. E questo sarà per loro un regalo che durerà tutta la vita!

Noia: Senso di insoddisfazione, di fastidio, di tristezza, che proviene o dalla mancanza di attività e dall’ozio o dal sentirsi occupato in cosa monotona, contraria alla propria inclinazione, tale da apparire inutile e vana. (Treccani)
Amo la noia. Agogno la noia!
La noia è un’emozione che esiste. Perché dovrei mentire e dire a mio figlio che la noia non esite e se la avverte è colpa sua?
E se la sua immaginazione non partorirà l’idea geniale? Penserà d’essere uno privo di immaginazione? Non sto condizionando l’idea che ha (e sta maturando) di sé?
In una frase sola c’è un numero indecifrato di errori… e la passano come regola educativa…
Capita che i miei figli mi dicano di annoiarsi e la mia risposta è semplice: “Succede, goditela (la noia)! Così ti divertirai di più quando arriverà il momento di spassartela.”
6. “Sono le nove! Lo sai che da quest’ora le mamme e i papà non possono più fare nulla ma proprio nulla?”

Annunciare  ai pargoli l’ora in cui devono andare a dormire, può non essere efficace. Ma se girate la regola su di voi, allora il discorso potrebbe cambiare. Ecco l’idea. Dite ai vostri figli che il ministero del lavoro ha stabilito una nuova legge per le mamme e i papà: dopo le nove (nove e mezza) di sera non devono più far nulla. Non possono più giocare, leggere storie, guardare cartoni alla tv e neanche … parlare! L’unica cosa che resta da fare è andare a letto. Giocatevela un po’ come l’incantesimo di Cenerentola che finisce a  mezzanotte.

Questa regola funziona perché voi non state dicendo ai bambini che cosa devono fare. La regola vale per voi e se non funziona dovete prendervela solo con voi.

Ah, ah, ah!
Scusate… 
Il Ministero del Lavoro…. perché occuparsi dei figli è un Lavoro, non una scelta. Libera, consapevole, autonoma. 
E mento, ancora una volta. 
Perché ho un figlio che non vuole andare a dormire quando è l’ora?
Per applicare una regola me ne devo inventare un’altra… fasulla. Sai che educazione….
Le altre tre regole sono condivisibili (tre su sette non è male….), se volete illuminarvi potete leggere l’articolo per intero cliccando qui.
Domanda: quanto abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica come educare i nostri figli, perché non abbiamo maturato sufficiente autostima e conoscenza di noi stessi, da credere che saremo capaci di educarli usando il nostro personale buon senso, istinto ed esperienza umana?
Non è un po’ come costruire una casa partendo dal tetto? 
Le fondamenta dovremmo essere noi…

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