Dice:

“Il bambino va rispettato nei tempi e negli spazi.”

Quale bambino va rispettato? Cioè, quale dei tre? Perché se rispetto i bisogni di uno, scombino i diritti di un altro. Eh sì che sono una mamma che fa ‘solo’ la mamma proprio per conciliare al meglio i bisogni e le esigenze di tutti, eppure… Per esempio il mio piccolo pranzerebbe volentieri verso le 12.30 e alle 14 schiaccerebbe un pisolino dopo il suo cartone preferito. Invece alle 12.30 siamo in auto per andare a prendere la media a scuola, così il pisolino lo schiaccia in macchina e mangia da solo alle 11.30… con tutta la buona volontà, non ce la faccio a mandar giù una pastasciutta per quell’ora… e poi, se mangia in compagnia lui, si ritrova sola la sorella. Lei pranza alle 14. Circa eh… sì perché non abitiamo di fronte alla scuola e ci vuole il tempo che ci vuole: non possono essere sempre piadine… Gli orari (che occorrono settimane per avere definitivi e poi variano di 5 minuti ogni anno, così da farti confondere e basta) in effetti non so chi rispettino: colazione all’alba, pranzo nel primo pomeriggio, così si salta la merenda e la cena il prima possibile, infine a nanna presto che la levataccia pesa.

Dice:

“L’alto contatto favorisce la sicurezza nel bebé”

Sì, certo. Me lo tengo stretto, il più piccolo. Poi devo metterlo giù. Per l’esattezza lo devo legare al seggiolino dell’auto. Immobile, per la sua sicurezza in effetti. Sta lì un’ora nel momento del pranzo che anticipa e poi un’ora (o più, dipende dalle attività), dopo il pisolino, perché ai piccoli l’alto contatto, ma ai grandi la palestra… e ad ogni scuola la sua ubicazione e orari che non combinano mai, ci mancherebbe!

Lui regge 60 minuti circa, poi le urla… eh sì che ha ragione: come si può trascorrere tutte quelle ore legati a guardare fuori? Maria Montessori si rigirerà nella tomba…

contraddizioni

Dice:

“Il trasporto scolastico è garantito e gratuito nella scuola dell’obbligo: tutti i bambini hanno il diritto allo studio e tutti i genitori hanno il dovere di far studiare i loro figli.”

Che bello! Allora col trasporto garantito e gratuito posso slegare il piccolo dall’auto e rispettare almeno i tempi di chi ancora non ha diritti che impongono ritmi fuori tempo, salvo la palestra, che a quel punto diventa un diversivo e l’occasione per la spesa.

Dice:

“Il trasporto è garantito e gratuito per tutti quelli che…”

…e scommetto che noi siamo quelli che non… Così niente? Ma sai che mi viene voglia di valutare altre opzioni? Sì perché un’alternativa ci sarebbe… Mai sentito parlare di Homeschooling?

Dice:

“I bambini hanno bisogno di socializzare, la scuola è importante, come l’asilo… sono strutture pensate per i bambini, per la loro formazione e quelle ‘obbligatorie’, praticamente gratis.”

E’ vero. Amo l’idea della scuola pubblica. Io sono per la scuola pubblica. Istruzione gratuita e garantita per tutti. Un popolo colto è un popolo critico e libero.

No, ma aspetta un momento: se mando il piccolo all’asilo devo tenerlo legato ancora un po’, che gli orari non combaciano, allora al suo turno è un altro viaggio… reggerà?

Poi, aspetta un altro momento… il trasporto è a carico mio, i buoni pasto anche, i libri delle medie? altro che gratis… il materiale è tutto ancora a carico mio: se ne vanno barattoli immensi di Pritt (l’unica colla che incolla), ma che ci fanno con la colla? e tutti i libri che ho comprato a che servono? Poi le penne cancellabili… non se so se hai idea di quanto costino le ricariche e di quanto scrivano male, poi cancelli e buchi il foglio, così c’è un quaderno che fa pietà. Che poi mi domando: ma saranno educative? No perché nella vita non c’è mica sempre una gomma, eh! Anzi, certi errori sono anche peggio dei buchi che lascia la gomma. Perciò penso che non sia mai troppo presto per imparare a fare bene alla prima: una seconda chance è più unica che rara… e li hai visti questi bambini scrivere con queste penne? La gomma finisce prima dell’inchiostro. Poi si stancano e le cose importanti restano indietro. Vabbé, lascio correre, che c’è già da battagliare per tanto, la penna e la colla sono il meno. Ad un certo punto non le comprerò più e verrà da sé.

Ciò che mi preoccupa è il pubblico: se di lì continui a togliere per dare al privato e a me chiedi di coprire il buco che lasci, che pubblico è? La stai smontando tutta questa scuola e alcune si smontano da sole sulle teste degli alunni e i loro insegnanti. Diciamo la verità: oggi la scuola si regge sui quegli insegnanti appassionati. Ce ne sono sai, anche se ce la metti tutta per farli fuori…

Dice:

“I bambini vanno rispettati nei tempi di apprendimento e nelle modalità di apprendimento: ‘Insegnami come imparo’ è il motto.”

Mi sembra più che corretto, allora mi domando: che c’entrano le prove Invalsi? No perché lì di rispettato non c’è proprio nulla, nemmeno la privacy, dato che sono numerate e riconducibili a chi le ha eseguite.

Dice:

“L’hai voluta la bicicletta?”

Ecco. Si finisce sempre qui.

Ma scusa, non sei tu che ti lamenti che non facciamo più figli? Che diventiamo mamme troppo vecchie? Che abbiamo abbandonato le campagne contribuendo al dissesto idrogeologico? Ecco, sono diventata mamma abbastanza giovane, ho avuto una certa fiducia, non so bene in cosa, in me credo (più che altro) e ho procreato e riprocreato. Ho fatto fagotto e ho ripopolato una frazione destinata ai rovi. Ho risistemato un mucchio di pietre che  sarebbero rotolate giù insieme al monte. Contribuisco a tenere pulito, rialzo muretti e nel mio piccolo sostengo l’economia locale. Senza di me qui sarebbe il deserto. Grazie ai miei figli questo posto ha una possibilità di non scomparire dalle mappe.

Questa non è la mia bicicletta, questo è il progetto al quale tu ripeti di aspirare e al quale io aspiravo davvero.

L’ho realizzato: ho osato, investito, pagato i prezzi, fatto compromessi, rivisto abitudini e priorità.

Tu che cosa fai perché io possa proseguire a sostenerlo?

Dice:

“… … …”

Appunto.

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