venditrice e venditore telefonici

Cari venditrice e venditore telefonici,

in tutta onestà, avete rotto le scatole.

Ve lo provo a spiegare con gentilezza…

NON MI INTERESSA!

Non mi interessa nulla di ciò che VOI provate a vendermi come un regalo, un’offerta imperdibile, un favore che mi fate, perché siete gentili: voi non siete gentili,

VOI SIETE IMPORTUNI E INOPPORTUNI.

In un mondo in cui l’informazione è accessibile a tutti, le pubblicità ci fracassano il cervello in continuazione, il marketing becero è all’ordine del giorno, sul culo di ogni autobus, le portiere di tante auto, sui cartelloni stradali che ci aiutano a distrarci dalla strada e causare incidenti sui quali qualcuno guadagnerà, non ho bisogno anche che mi telefoniate a casa ogni santo giorno per dirmi che il vostro concorrente mi sta fregando…

Pensate davvero che io vi possa credere?

Io ancora meno degli altri, dato che il vostro mestiere l’ho svolto in tempi antichi, quando ancora si poteva sospettare che fosse davvero un mestiere.

Non giratela con la solita manfrina con cui rivendicate il diritto di portarvi la pagnotta a casa, perchè:

quella non è una pagnotta, è la percentuale che vi girano

sulle fregature che elargite.

Voi siete complici del sistema che ci fotte.

No? Dite che il vostro sia un vero lavoro?

Allora ditemi: avete un contratto? Siete pagati a ore? Avete la copertura sanitaria, previdenziale, ferie pagate, tredicesima, indennità di maternità, ecc…?

Allora è vero: il vostro è un lavoro. Sporco, ingrato, da psicanalisi, ma in effetti è un lavoro.

Se invece siete stagisti, pagati a percentuale sui contratti rifilati, non pagati, senza contratto, sfruttati… allora il vostro NON E’ UN LAVORO!

Lo avete scelto. Voi avete scelto di farvi sfruttare fregando la gente.

No? Non la fregate?

Sentitemi bene:

NON UNA VOLTA IN CUI ABBIA CONTROLLATO LE DICITURE IN PICCOLO,QUELLE SCRITTE SOTTO L’ASTERISCO SINGOLO, DOPPIO, TRIPLO, NON HO TROVATO LA FREGATURA.

Tradotto:

OGNI VOLTA CHE HO CONTROLLATO, VOI MI STAVATE RIFILANDO UN CONTRATTO PEGGIORATIVO:

AVETE INTESO?

Se ciò che vendete fosse così conveniente, state pur certi che la fama della convenienza vi precederebbe e di voi non avrebbe bisogno nessuno.

Invece…

Invece impiegate gratis il vostro tempo per telefonare a casa della gente, preferibilmente all’ora di pranzo o cena [per trovarci (vi dicono), per essere certi di scocciarci (vi dico)], dopo essere stati formati adeguatamente sulle frasi da dire, su quelle da evitare, sulle postille da omettere, sulle clausole da esaltare, per convincerci di ciò che non è.

Nel tempo siete diventati bravi… avete mutato il vostro approccio e linguaggio: non vendete, ma ci informate.

Mi sono sentita pure dare dell’ignorante da una vostra esimia collega:

Io la devo informare!

Mi urlava stizzita perché non volevo ascoltarla…

Ma chi sei, mia madre?

Ovviamente no… devo averla toccata nel vivo, così ha concluso dandomi dell’ignorante. Io invece le ho augurato buona serata, perché non so se con la sua paga si possa permettere la psicanalisi…

Se non ti voglio ascoltare: tu non mi DEVI IMPORTUNARE oltre,

siamo intesi?

Come se non lo sapessimo che, alla fine, quello che volete è che accettiamo di cambiare operatore, che vi accordiamo una fiducia che non meritate: NON LA MERITATE.

Muovete sul senso di colpa: poverini, pensiamo tutti, pensa quanto deve essere degradante essere mandati al diavolo per ore… magari è laureata/o ed è costretto a prestarsi…

Così vi ascoltiamo, a volte ci convincete e basta entrare in un ufficio di tutela dei consumatori per capire quanto siete disinformati su ciò che realmente ci vendete.

Però è ora di finirla: non volete essere complici delle fregature? Allora siate i primi voi a leggere le diciture in basso, quelle poste dopo i vari asterischi e scegliete se sia corretto proporre ciò che proponete.

Perché vedete… noi siamo responsabili di ciò che accettiamo, ma

VOI DOVETE SENTIRVI RESPONSABILI DI CIO’ CHE CI OFFRITE.

Se non vi interessa sapere davvero ciò che vendete, allora vi meritate di essere trattati a pesci in faccia.

Così questo il mio intendimento: d’ora in avanti riaggancerò il telefono senza nemmeno ascoltarvi. Quando avrò bisogno di qualcosa da voi, sarò io a cercarvi.

Liberatevi dal male: cercatevi un lavoro vero.

Cari saluti.

E.

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