Che il mondo Amazon non fosse tutto rose e fiori, lo si poteva indubbiamente immaginare…

Ma quando ci si trova davanti all’evidenza, non si può più credere negli asini che volano.

Amazon non è certo l’unico colosso ad essere iniquo con i suoi lavoratori!

Certo che no, molte realtà sono schiavizzanti almeno quanto quella di Amazon, ma purtroppo non ho il potere di cambiare il mondo intero!

Quel che ci dimentichiamo troppo spesso è il potere che abbiamo noi, persone comuni: noi, in quanto consumatori, abbiamo il potere, insieme, di dare una direzione al mondo.

Questo mondo basato sui consumi, avanza, arretra, si volta e cambia così come avanzano, arretrano, si voltano e cambiano i nostri consumi.

Si tratta di riappropriarsi dell’autonomia di pensiero e riflettere a più ampio raggio sulle questioni. Le nostre azioni, anche quelle più insignificanti, determinano l’andamento del mondo: ne siamo responsabili, tutti.

Comprendere che un potere in effetti si ha, se solo fosse esercitato, è il trucco che permette di passare da una condizione di passività ad un’altra, più costruttiva ed edificante, di attività.

Quel che cerco di fare è proprio agire considerando l’obiettivo.

Qual è il mio obiettivo? A cosa aspiro?

Aspiro ad un mondo migliore.

Eh, direte voi, voli alto!

Certo, come mi disse una mamma amica di penna:

Senza la pretesa di conquistare il cielo, nessun uccello oserebbe volare.

Così ci provo, nel mio piccolo, con poche azioni: un passo per volta.

Non programmo acquisti dopo le otto di sera perché desidero che la maggior parte dei figli possa godere dei suoi genitori a cena. Né li programmo la domenica, perché desidero che la famiglia possa avere un giorno in cui fermarsi e godersi. Per la stessa ragione non compro la mattina di Natale, a Pasqua, il 25 aprile e tutte le feste comandate, perché quando è festa, non si lavora.

Non mi vanno proprio giù quelle considerazioni insensate come affrettarsi nel dire:

E allora i medici, gli infermieri e i ristoratori, che dovrebbero dire?

Niente, loro hanno scelto una missione, un mestiere, che per sua natura ha alcune caratteristiche imprescindibili. Ma il burro o il latte alle nove di sera possiamo evitare di acquistarlo: senza burro, non è mai morto nessuno 😉

Ma non pensi a tutti quei lavoratori che un lavoro sottopagato e senza garanzie lo hanno proprio perché ci hanno indotto il bisogno di burro a mezzanotte? Che fine faranno?

Immagino che a quell’ora dormiranno, con la loro famiglia, per alzarsi la mattina seguente e timbrare il cartellino diurno, certamente ancora sottopagato e senza garanzie… ma diurno. Perché la verità è che se vi serve il burro, lo andrete ad acquistare quando è acquistabile. Ci andate di notte solo perché vi hanno indotto a pensare che avete il potere di soddisfare ogni vostro bisogno nel momento stesso in cui lo avvertite. Guai ad aspettare! Potreste anche accorgervi che del burro potreste farne a meno e la multinazionale perderebbe la vendita.

Quindi ci hanno resi schiavi di bisogni inesistenti, per sfruttarci nel soddisfarli, mentre due o tre si arricchiscono alle nostre spalle.

Niente burro di notte, chiusa la questione.

Vale lo stesso principio per il libro acquistato su Amazon con il 15% di sconto, recapitato comodamente a casa. Dentro quel 15% di sconto c’è lo sfruttamento dell’autista che ci recapita il libro, dell’addetto al magazzino che lo trova e lo imballa, mentre chi deve guadagnare, guadagna perfino di più.

Se voglio un libro, lo pago a prezzo pieno, lo ordino da Lugalé, la cartolibreria indipendente del mio paese, che, gentilmente, quando lo ha disponibile, mi telefona e con comodo lo passo a ritirare.

Il mio 15% ha contribuito a mantenere aperta l’attività di una famiglia, che alle 20 può rincasare e cenare coi suoi figli.

Lavorare è necessario per vivere, non si vive per lavorare…

Il lavoro serve per permettere alle persone di godere di alcune cose, se il lavoro sottrae e non offre, significa che qualcosa nel sistema non funziona.

Opporsi al sistema, significa non assecondarlo.

Significa rifiutare le sue logiche.

In prima battuta possiamo farlo da consumatori, perché talvolta ci sentiamo obbligati ad accettare certe condizioni schiavizzanti, ci sembra di non avere alternativa, talvolta l’alternativa non c’è davvero.

Però io che apro il portafoglio ho sempre un’alternativa e posso scegliere quando, come e per cosa aprirlo.

Sono anche parecchio scocciata nel sentire dire che chi non si piega alla schiavitù non ha veramente voglia di lavorare, che:

Se lo faccio io, allora devono farlo tutti!

Ecco, chi non si piega alla schiavitù probabilmente ancora può permettersi di mantenere una dignità.

Vorrei che tutti potessero permettersela e non vedo altra soluzione se non cercare il più possibile di non assecondare le logiche del profitto a discapito delle persone.

Noi siamo i consumatori, nostro è il vero potere.

amazon

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