Quando vengo a prenderti all’ asilo entro, saluto le bidelle, raggiungo la porta chiusa della tua classe, busso e apro piano.

Con lo sguardo ti cerco, fra quei piccoli banchi e i capannelli di bimbi tutti simili, nei grembiulini a quadretti azzurri.
Tu ti volgi verso la porta, allunghi il collo e appena mi riconosci salti in piedi, il sorriso largo, cuore aperto, corri verso di me.
A metà strada ti fermi. La maestra mi saluta e ti saluta.
Mentre lei mi rassicura e ti rassicura (sei stato bravo anche oggi! Ce ne fossero almeno dieci come te…), tu rovisti nel tuo stipetto e prendi il tuo disegno.

Mantieni la promessa di ogni mattina: “Mamma, oggi ti faccio un disegno! Di che colore?”

“Non so amore… mettici un po’ di rosso…”
“Il tuo preferito!”
“Già, il mio preferito…”, ti sorrido e penso che tu già lo sai quale sia il mio preferito. Io ci ho impiegato anni a scoprirlo. Per un sacco di tempo è stato l’azzurro, come i miei occhi, oppure solo perché fosse l’opposto di quel rosa da femminucce. La tua nonna era di quelle bastian contrario tutto pepe. Modestamente qualcosa ho appreso 😉

“Dicevamo, il rosso (il mio preferito) e poi l’arancione, che è il tuo preferito. Poi un po’ di giallo come il sole, l’azzurro del cielo, il verde dei prati…”
“E il marrone. Come il topo.”

Il topo che ti ho portato quella volta che sono andata all’Ikea senza di te. Bianco per tua sorella piccola, grigio per tua sorella grande, marrone per te. Il marrone è un colore. Il colore del tuo topo. Quindi un bel colore. Non certo come pensano i più: i colori belli sono solo quelli allegri, brillanti e luminosi. I colori belli sono tutti. Anche quelli scuri.

Fiero hai il tuo disegno in mano, mi mostri tutti i colori e io ti sorrido con tutti i denti che ho e quelli che mi mancano.

Da qualche parte ho letto che non dovrei dirti quanto siano belli i tuoi disegni… perché non sono belli a prescindere. Sono belli solo se meritano davvero. A capirli poi i disegni dei bambini! E infatti… ormai come possiamo capire la bellezza del marrone? Nessuno di noi ha il topo dell’Ikea…

Nonostante tutto, credo ancora che mentire sia peggio. Così il sorriso si allarga ancora e la curiosità mi vince: “Cos’è quello?”, ti chiedo.
Un cappello. Poi c’è il treno. Un beluga. Qualche volta ci siamo anche tu ed io. Abbiamo sempre un viso tondo due occhi, un naso e una bocca. Meravigliosi!

L’ultima volta mi hai regalato una marionetta. Avete visto lo spettacolo dei burattini e ora quella marionetta veste la bottiglia dello spumante. Un abito perfetto.

Quando vengo a prenderti all’ asilo, poi usciamo tenendoci per mano. Io la stringo mentre ti guardo e tu ridi.

asilo

Lascia un commento