Vaccini: passa il decreto legge che introduce diverse novità, fra le quali:

  • i vaccini obbligatori passano da 4 a 12;
  • non possono essere iscritti a nidi e materne i bambini che non abbiano eseguito le vaccinazioni obbligatorie;
  • gli studenti iscritti alla scuola dell’obbligo (6/16 anni) devono essere in regola con le vaccinazioni, pena sanzione pecuniaria (da 500 a 7.500 euro), segnalazione del genitore alla ASL e al Tribunale dei Minori per la sospensione della potestà genitoriale.

La natura di un decreto legge è quella di risolvere una questione urgente, per la quale attendere l’iter di un normale disegno di legge sarebbe controproducente. Si potrebbe dunque pensare che siamo in allarme: c’è il rischio imminente di una qualche epidemia o è già in corso? No. I Ministri ci rassicurano: tutto sotto controllo.

L’urgenza sembra essere quella di uniformare le regole, rese differenti da Regione a Regione in forza di quell’autonomia di cui sono state investite.

Entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, quindi dall’entrata in vigore, il decreto dovrà essere trasformato in legge, altrimenti decadrà: come se non fosse mai accaduto nulla.

La questione vaccini è controversa e sta creando parecchia preoccupazione fra i genitori.

vacciniCiò che ci muove tutti, sia coloro che esultano finalmente per un obbligo che metterà sulla retta via gli stolti untori e chi si sente defraudato della libertà di scegliere come preservare la salute del proprio figlio, è la stessa emozione: PAURA.

Abbiamo paura.

C’è chi ha più paura del contagio e chi ha più paura degli effetti avversi dei vaccini. Ma sempre di paura si tratta.

Invece che cercare di infondere fiducia, l’antidoto alla paura, chi ci governa sceglie per il pugno di ferro e compie una scelta forte: obbliga, restringendo, senza prima un dialogo, un confronto, sordo ai timori che muovono ormai tanti e tanti genitori.

Mettermi al muro non è la strategia giusta per infondere fiducia nelle tue intenzioni e non occorre un genio per comprenderlo. Tuttavia è dello stesso Ministro che ha organizzato il Fertility Day di cui staimo parlando. Abbiamo già compreso che in quanto a comunicazione, strategia e visione di futuro non è gran che ferrata. In materia di salute e medicina, per altro, ne sa quanto me.

Di medicina, salute e vaccini non ne so abbastanza da prendere una posizione netta, però ho un cervello che pensa e rilevo alcuni dati di fatto:

Sono un genitore che ha vaccinato. Perciò non sono contro i vaccini. Però sono contro questo modo di imporli. C’è qualcosa che non torna. Perché non è possibile dialogare? Perché metterci gli uni contro gli altri? E perché noi ci facciamo mettere gli uni contro gli altri?

Fra i genitori c’è certamente chi ha subito danni da vaccino e chi subito danni da non vaccino. Ognuno guarda la realtà secondo il suo punto di vista, tuttavia è lecito imporne uno per legge? Guarda caso il punto di vista che fa girare una certa economia, non quello che toglie linfa.

Davvero tutti questi vaccini sono sicuri? Davvero ci salveranno? Oppure accadrà che le generazioni saranno sempre più indebolite, esposte alle malattie e dipendenti da una chimica che se da un lato aiuta, dall’altro compromette?

Tutti i medici definiti anti vax, anche se anti non sono, bensì auspicano ad un altro modo di usare i vaccini, cioè più consapevole e obiettivo, che interessi avranno? Al momento di rischiare d’essere radiati. Potrebbero stare zitti, vaccinare ed evitare grossi problemi. Invece parlano, si espongono e rischiano. Perché?

E’ difficile prendere una posizione e ci vuole piuttosto coraggio ad assumersi la responsabilità di una scelta netta come questa. Infatti nessuno si assume veramente questa responsabilità, essa viene delegata al genitore che è messo in condizioni di non dire di no, di non porre dubbi, di non sollevare perplessità, al limite ritirare i figli a vita privata, pagare multe e rischiare di vederseli sottrarre.

Quella dei vaccini, per noi genitori è una questione di paura e di fiducia.

Quei figli sono i nostri: dobbiamo essere messi nella condizione di fare una scelta libera e consapevole. Oltre la propaganda, oltre i titoli dei giornali, oltre l’emergenza che non c’è.

E’ un rischio qualunque cosa scegliamo. Perciò non può essere imposto.

Questo il link della lettera aperta al Presidente dell’Istituto Superiore della Sanità.

Per conquistare la nostra fiducia, perché non cominciare da qui?

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