Il merito che riconosco al provvedimento sulle vaccinazioni obbligatorie è di avermi obbligato ad una informazione più approfondita.

E come accadde già a qualcun altro, mi accorgo che più so e più so di non sapere.

Non riuscirò a prendere una laurea in medicina e chirurgia, specializzarmi in immunologia e farmacologia (almeno queste!) nei prossimi 60 giorni, ma nemmeno nei prossimi sessant’anni.

Ho imparato a leggere, questo sì. Ho imparato a sfogliare il vocabolario, a riassumere concetti ampi, ad avere mente critica. Per mia fortuna sono nettamente più vecchia delle Invalsi 😉

Scegliere come curare il proprio figlio è questione genitoriale.

Ma pare che noi genitori siamo analfabeti sciroccati e abbiamo bisogno di essere normati. Un po’ come hanno dovuto fare per convincerci ad indossare il casco girando sul motorino o allacciare le cinture di sicurezza viaggiando in auto. Però indossare il casco e allacciare le cinture non provoca alcun effetto collaterale, nessun danno: mai morto nessuno per aver indossato il casco!

vaccinazioniInoculare chimica produce effetti collaterali: su questo possiamo essere tutti d’accordo? Quindi la questione gira tutta intorno alla stima ‘rischi/benefici’, non dei vaccini in sé, quanto della pratica vaccinale per come è regolata oggi.

Quando si parla di scienza e di medicina bisogna basarsi sulle evidenze, portare dati, prove e fonti.

Vorrei partire dalla prima evidenza a mio parere degna di nota:

→ l’Italia è al 52esimo posto (fonte) per libertà d’informazione, nella classifica di Reporters Sans Frontieres (Chi è RSF? clicca qui).

Perché questo dato è importante? Perché la libertà d’informazione consente di far girare la conoscenza, tutta. Mentre una scarsa libertà è indice di una manipolazione dell’informazione, o il monopolio dell’informazione. Per potermi fare un’idea della situazione devo avere l’opinione di tutte le parti, se conosco sempre e solo l’opinione di una parte, è chiaro che l’idea sarà quella che mi avranno inoculato via satellite. Andiamo meglio con la fibra o l’ADSL. Ecco, in quel mondo sconfinato che è la rete, si trova tutto. Informazione, controinformazione e fake.

Per esempio la Balena degli ultimi giorni: avreste detto che fosse una fake? Scommetto di no. Addirittura l’insegnante di religione ci ha fatto su una lezione ieri a scuola. Ecco cosa causa la scarsa libertà d’informazione. Un’informazione monca, senza contraddittorio, senza la possibilità di replica. Anche se la Balena non è frutto di scarsa libertà, piuttosto è frutto di un’ondata di business facile. Quanto vale un click? Ma fermiamoci qui.

→ L’altro dato che rileverei è la messa all’indice dei medici antivax.

Per antivax si intendono i medici anti vaccino, cioè i contrari alle pratiche vaccinali.

Quindi apprendiamo che il dott. Gava è stato radiato dall’albo perché antivax (fonte).

Ma il Dott. Gava non è antivax. Leggiamo l’incipit della Lettera aperta al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, datata 2015,  di cui è primo firmatario e rimasta senza risposta:

Oggigiorno, un qualsiasi medico dotato di buon senso e di un minimo di conoscenza scientifica non può essere contro le vaccinazioni pediatriche e infatti conosciamo tutti l’utilità di questa pratica sanitaria.

Non ha detto che le vaccinazioni siano da buttare, ha detto che sono utili.

Però è stato radiato, senza avere commesso alcun reato, essersi macchiato di alcuna pratica di malasanità, avere ricevuto alcuna denuncia da parte di suoi pazienti.

Ora, visto che la scienza e la medicina hanno bisogno di fonti autorevoli e di prove scientifiche sulle quali basarsi, tutto ciò che sostiene il Dott. Gava è da buttare: è stato radiato, come fidarsi?

Eh… il passo successivo è essere definita una complottista. Boh, forse è un nuovo sinonimo per ‘pensiero critico’ 😉

Il pensiero critico si alimenta mettendo in relazione i dati: tutti.

Dipende poi come si leggono questi dati. Per esempio, guardiamo i dati sul morbillo: La mortalità dei bambini ieri e oggi (Istat, Unicef). E’ vero che le vaccinazioni hanno debellato la malattia? Il tasso di mortalità, a cusa del morbillo, nei bambini sotto i 5 anni (per 1.000 nati vivi) nel 1895 era di 10,2 mentre nel 2008 era zero. Lo era già nel 1981, benché l’effettiva disponibilità per tutti del vaccino in Italia esiste dal 1990. Quindi i bambini sotto i 5 anni non morivano più di morbillo già prima delle campagne vaccinali a tappeto. Allora non è vero che non si muore più di morbillo solo grazie al vaccino. Mettiamo pure che alcuni si siano salvati grazie all’accesso al vaccino nel periodo antecedente il 1990, ma gli altri?

I dati sono così fatti: possiamo scegliere come leggerli, come rilevarli, come riproporli, cosa farne.

I dati vanno dati tutti. Per esempio non basta dire che la meningite sia una malattia spaventosa e che esistono diversi vaccini, ora obbligatori, bisognerebbe anche dire il farmaco contro il meningococco B si chiama Bexsero e la prima notizia nel suo foglietto illustrativo è una piramide rovesciata che indica come sia un farmaco ancora sottoposto a monitoraggio addizionale. Che vuol dire? Nella fattispecie significa che per questo farmaco i dati di esperienza post commercializzazione sono limitati (fonte).

Quindi devo inoculare obbligatoriamente ai miei figli un farmaco i cui dati sono ancora limitati? Cioè, si stanno raccogliendo sulla pelle dei bambini? E mi avviseranno? Cioè, il consenso informato prevederà che io accetti di terminare l’iter del farmaco sui miei figli?

Ecco, diciamo che questo rappresenta uno di quei dati che se vengo a sapere perdendo la notte in rete a studiare una materia che non è la mia (ma nemmeno quella del Ministro) per cercare elementi su cui potermi fidare e cedere alla coercizione, mi fa erigiere ancora di più sulla mia diffidenza.

Che non è complottismo, bensì pensiero critico.

Se non mi hanno detto questo mi chiedo – cos’altro non mi hanno detto? Cosa scoprirò andando avanti? Santo cielo, li ho vaccinati i miei figli!!!

A me scoppia il cervello, non so a voi.

Proseguirò nelle mie ricerche e ad appuntare qui i dati rilevanti che trovo. Temo saranno una valanga di dubbi e domande che troveranno altre domande e chissà se anche qualche risposta. Lo spero.

Lascia un commento