Torniamo a vivere.

Non c’è bisogno di essere psicologi, pedagogisti o medici, per intuire la stortura insita nel distanziamento e l’uso delle mascherine protratto, soprattutto nelle generazioni più giovani.

Mio figlio mi guarda in volto per capire di che umore sono: non gli servono parole.

Mio figlio viene ogni giorno, più volte al giorno, a chiedermi un abbraccio, quando è triste, annoiato, felice, desideroso di coccole, ecc…

«Con due braccia, mamma! Voglio un abbraccio vero.»

Così mi rimprovera, quando sono distratta e non gli offro l’attenzione che richiede: il calore di tutto il mio corpo.

Abbracci, carezze, vicinanza, sorrisi, sguardi…

Di questo siamo fatti, oltre che di parole. Parole, fra l’altro mal pronunciate contro la stoffa, mal udite oltre la stoffa.

Questa non è più nemmeno considerabile una stortura dettata dalla situazione (quale situazione??? dovremmo chiedercelo, alla luce dei dati), è vera e propria RIPROGRAMMAZIONE.

Che ne sarà dei fanciulli che crescono con la paura dell’altro, senza aver acquisito un vocabolario emotivo, apprendibile principalmente attraverso la vista, il tatto e il contatto?

Sulle prime ritenevo che fosse la paura della morte a tenervi prigionieri dell’idea che stare lontani e tapparvi la bocca, potesse proteggervi.

In effetti la morte è un tabù nella nostra epoca…

Oggi non penso più sia questo il problema: nella vita ci si ammala, anche. E quando ci si ammala, spesso si guarisce.

Qualche volta no. Eppure si vive lo stesso.

Per esempio, continuiamo ad andare in auto, anche se sappiamo che possiamo morire in qualche incidente.

C’è chi continua a fumare, anche se sappiamo che il tabacco può uccidere. C’è chi continua a mangiare insaccati, anche se sono inseriti fra i cancerogeni al pari dell’amianto. E se vi ammalate di cancro ai polmoni o di qualsiasi altro tipo, il Servizio Sanitario vi cura. Se state male, sarete curati, sia che vi siate fumati 2 pacchetti di sigarette al giorno per 40 anni, sia che mangiate spazzatura, che siate assassini, evasori, ladri, violenti o pedofili. Quindi smettetela un po’ con le frasette ad effetto, ché rischiate di rimanere senza cure anche voi, mettendola su questo piano.

Ecco, a me pare che voi non abbiate paura di morire, ma vi siate fatti contagiare dalla paura di vivere.

Beh, non contagerete anche noi.

Torniamo a vivere!

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