Prodotto N. 1

Braccia
Prodotto N. 1

Le Braccia

Le braccia tengono e sostengono, scaldano, cullano, portano, curano, avvolgono…
Le braccia sono la mamma.
Non le calcola quasi più nessuno… soppiantate da culle, fasce, cuscini, passeggini, ovetti e sdraiette…
Ma non c’è come stare nelle braccia della mamma e non c’è come tenere fra le braccia per una mamma… (credo).
Dopo sole poche settimane i bicipiti sono rinforzati, l’anca prominente, la postura deviata e il dondolio istantaneo e corrispondente alla posizione eretta.
Braccia e mani vanno in coppia… Le mani, che con un bebé diventano La Mano.
Una per lui, ceduta all’atto della nascita e l’altra per tutto il resto.
Ho ricevuto in dotazione questi preziosi elementi col mio corredo organico.
Ho la fortuna di averle entrambe ancora pienamente funzionanti.
Ho cercato di delegare il loro compito ad altri accessori, ma non c’è stato nulla da fare, normalmente la spesa è sul passeggino e il bebé in braccio… e la spesa non si offende se la cappotta non è impermeabile, il manubrio reversibile e il freno a disco. Non si offenderebbe neppure il bebé, tuttavia pare che non sia esattamente questo il punto…
Ho cura delle mie braccia perché sono loro a fare il grosso della mia giornata: calano e riassestano pannolini, riempiono e vuotano piatti, abbracciano, accarezzano e sgridano: lo fanno col dito puntato in avanti e lo sguardo serio, che scivola via insieme al dito subito dopo.
A notte fonda sono loro a sentire l’arrivo dell’intruso, loro che scostano le coperte, loro che avvolgono quel piccolo corpicino dai piedi scalzi e gelidi. Sono loro a dare il buongiorno, con una carezza e un grattino, loro che offrono il primo biscotto, loro che aprono la porta e salutano dalla finestra la giornata che ha inizio.
E che dire delle braccia dei miei figli?
Quelle che ricambiano l’affetto, che mi aiutano, che dimostrano tutta la loro autonomia.
Le braccia sono il porto sicuro in cui rifugiarsi, in cui riprendere fiato, in cui consolarsi, dentro cui ritrovarsi.
Le braccia di una famiglia non sono sostituibili, quando mancano, manca un pezzo della storia.

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