Jasper Juul è uno psicoterapeuta danese, si occupa di terapia familiare, autore di diversi libri sulle relazioni familiari e sull’educazione.

Che cosa pensa il Dott. Juul delle punizioni: sono necessarie o sarebbe meglio risolvere il conflitto in un altro modo?

«Credo sia molto importante distinguere fra la società e la famiglia.

In famiglia non credo che le punizioni siano necessarie e non credo che dovremmo usarle.

Nella società, al momento non abbiamo alternative migliori. Credo che tutti si rendano conto che non è molto efficace, e nemmeno molto utile, ma è l’unico modo che abbiamo, in quanto non c’è vicinanza tra le autorità e i cittadini.

All’interno di una famiglia c’è vicinanza, c’è possibilità del dialogo.

E… se cresciamo i bambini secondo un metodo di punizioni e ricompense, tanto vale usare l’addestramento dei cani; si tratta del vecchio metodo con cui si addestravano cani e cavalli.

E questo metodo è efficace?

Sì, è efficace.

I bambini collaboreranno con tutto ciò che viene in mente ai loro genitori e si comporteranno più o meno come vogliono loro, almeno fino alla pubertà, poi tutto salterà in aria e otterremo giovani e adulti che non hanno un’identità indipendente, che non hanno una percezione interiore di ciò che è bene per loro, di ciò che non è bene per loro, di quali sono i loro confini, e così via.

Che invece sono proprio le cose che vogliamo in un giovane che si avventura nel mondo esterno.

Quindi, le punizioni non sono una buona idea e non funzionano. E le punizioni corporali sono molto distruttive. Non solo per il bambino: sappiamo bene che le violenze fisiche e quelle psicologiche commesse sui bambini provocano danni nello sviluppo del loro cervello, ma si rivelano estremamente distruttive anche ai fini del rapporto tra genitori e figli, che spesso invece non viene messo in discussione.»

Di seguito l’intervista integrale a Jasper Juul:

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