La verità vera?
Sono stanca.
Stanca e avvilita.
Avvilita e sconfortata.

No, dai… Non dirlo sui social ché metti tristezza, poi la gente passa oltre.

E invece lo dico.
Di sorrisi finti ne vedo girare fin troppi: a me piace raccontare la vita vera. Ci sono momenti anche così: profondamente tristi.
A me la tristezza piace… mi obbliga a stare, scavare, sentire, capire, cercare… In un modo o nell’altro, prima o dopo, qualcosa trovo.

Dai su! Quante lagne, non ti sembra di avere abbastanza? Accontentati,no? Hai una bella famiglia, state tutti bene, che vuoi di più?

Ecco, questa cosa che uno si debba accontentare e ingoiare la tristezza. Senti, lo so che c’è chi sta peggio e che al peggio non c’è fine, eppure non mi aiuta con la tristezza: lei resta lì. Bella dritta, come un sergente sull’attenti. Al mio fianco, come una guardia del corpo. Che ti devo dire? Sarà mica un reato essere tristi, o no?

Mah… Guarda che dipende tutto da te: pensa positivo!

pensa positivoUh, che palle! Te lo posso dire, non ti offendi? Sta storia del “pensa positivo” è stantia. Sono triste: non voglio pensare positivo! Perché evidentemente non è il positivo che sento in questo momento, ti pare? Perché dovrei negare la frustrazione e la fatica che vivo? Cioè, se me le nego, semplicemente evito di considerarle, non è che scompaiano, come per magia.

Guarda che ti ammali. I pensieri negativi non fanno bene. Tu raccontati una storia positiva e vedrai che andrà già meglio!

Stai a vedere che ora è tutta colpa mia: cioè, devo essere io ad interpretare la realtà in modo che non compaia nulla di negativo. Anche sto senso di colpa a rincarare il peso della tristezza, ma che palle!
Ascolta me, te lo dico io cosa faccio: sono stanca, frustrata, avvilita, triste e sconfortata e sto. Vedi come so stare bene anche nei momenti di cacca? Io non ho paura di stare male. So che dopo il fondo, sono capace di risalire. È proprio un processo collaudato il mio. Ne sono talmente certa che, nonostante tutto, trovo spazio persino per un sorriso! 
#tempodibilanci

Photo credit: Daniela Soncina

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