Mamma, cosa è il capitalismo?

Uh, che domanda… vediamo se riesco a spiegartelo con un esempio pratico. Hai presente l’albo illustrato per la famiglia che ho pubblicato di recente?

Certo!

Beh, devi sapere che prima di pubblicarlo autonomamente, l’ho inviato a tantissime case editrici. Ho aspettato circa un anno per ricevere le varie risposte e hanno detto tutti che non era un libro che intendevano pubblicare. Quindi nessuno ha ritenuto che fosse nel proprio interesse investire qualche soldo nello stampare e distribuire quel testo. Mi segui?

Sì, il tuo libro non è piaciuto.

Ecco, no, non è proprio corretto. In realtà hanno ritenuto che il mio libro non fosse vendibile. I più sinceri lo hanno espresso chiaramente: hanno detto che l’argomento del libro è difficile, sebbene importante e trattato con delicatezza, ma per loro pubblicare un libro è spendere nell’impaginazione, nella stampa, nella distribuzione. Devono essere sicuri di coprire i costi, quindi di vendere, altrimenti non possono pagare chi ha impaginato, chi ha stampato e chi ha distribuito. Hai capito?

Sì, ho capito.

Tuttavia… ci sono questioni sulle quali il profitto viene dopo, secondo me. Perciò non mi sono rassegnata alla loro sentenza e ho deciso di investire io stessa nell’impaginazione, nella stampa e nella distribuzione. Così mi sono rivolta ad un editore che permette agli autori di autopubblicare: ho comprato tutto quello che serviva perché questo libro potesse essere diffuso e oggi le persone possono comprarlo.

Ho capito, ma che c’entra col capitalismo?

Eh… c’entra… Sai tutti quegli editori che mi hanno detto che non avrebbero investito sul mio libro che fanno?

No… che fanno?

Oggi lo vendono. Non solo lo vendono, ma lo vendono a prezzo scontato. E sai come fanno a scontare il prezzo del mio libro?

No, come?

Loro abbassano il mio guadagno. Non ci rimettono niente. Fanno rimettere a me: abbassando il mio compenso e tardando il pagamento anche di 6 mesi.

Cioè?

Allora… quando tu entri in un negozio e acquisti una cosa, innanzi tutto paghi per poterla portare a casa. Se acquisti in rete paghi in anticipo: cioè, paghi, poi con i tempi che servono, l’azienda ti manda a casa quel che hai ordinato. Giusto?

Giusto.

Quindi il venditore ha subito i soldi incassati per la vendita, ma a me che sono colei che ha prodotto fisicamente l’oggetto, non da subito la mia parte di guadagno. Se la tiene per mesi: la usa per comprare altro da rivendere o la mette in banca, comunque la usa lui e non io. Hai capito?

Sì, ho capito, ma mamma, cosa è il capitalismo???

Ci arrivo… Facciamo che tu sia il compratore: vuoi il mio libro e lo cerchi in giro. Lo trovi qua e là a prezzi diversi e decidi di comprarlo, che prezzo scegli?

Il più basso!

Certo. Il più basso. Quindi lo comprerai nel punto vendita dell’editore che lo ha rifiutato, che farà pagare a me lo sconto che ti applica e in più mi darà i soldi che mi vengono molti mesi dopo averli incassati. Alla fine penserai che comprare in quel negozio sia vantaggioso e ci tornerai. Nel capitalismo non conta chi inventa le cose, anche se, senza chi le inventa, le cose non esisterebbero. Conta solo chi le commercializza al prezzo minore.

Il capitalismo è questo: l’illusione di aver fatto un affare mentre stai arricchendo il ricco che rischia niente e impoverendo il povero che ha inventato e già rischiato tutto.

mamma, cosa è il capitalismo

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