Libri sul lutto perinatale

L’hai perso?

L’ho perso…

Una frasetta stringata in cui è racchiuso un mondo di emozioni.
Si può concentrare la morte di un figlio in tre parole?
Proprio no.

🍀 Ecco perché «Questione di biglie»: avevo bisogno di portare l’attenzione su cosa significasse la morte perinatale. Non è solo una gravidanza che si interrompe, è un bambino che muore e una famiglia che nasce mutilata.
Che famiglia è una famiglia in cui manca un figlio?
Che genitori sono quelli a cui muore un figlio?
Che fa una famiglia senza un figlio?

Non accade certo che da un giorno all’altro un pezzo di vita venga cancellato. Accade però che da un giorno all’altro tutto cambi per non tornare mai più come prima e, per trovare un equilibrio degno di questo nome, ne debba passare di acqua sotto i ponti.

C’è un gran lavoro da compiere: il lavoro del lutto.

Ma non è finita qui: i figli non svaniscono per incanto. I figli sono di carne ed ossa, anche quando molto piccoli. Vanno tirati fuori dal corpo della mamma e… e poi?
E poi vanno compiute scelte e intrapreso un percorso. Qualunque sia la scelta, c’è comunque un percorso.

Altro che «l’ha perso»…

Mi torna sempre in mente quella psicologa che annuì sicura: era comprensibile che avessi scelto di scrivere e pubblicare un libro dopo la mia esperienza, era consueto per «quelle come me» cercare un modo per tenere vivi i loro morti.
Mah… a volte certe gabbie mentali impediscono di ascoltare davvero, anche quando l’arte di ascoltare dovrebbe essere il proprio mestiere.

La mia famiglia mutilata aveva bisogno di attenzione, non le mie figlie morte. Loro ormai erano morte…
Noi no. Io no.

Avremmo potuto fare meno fatica, se ci fosse stata una «cultura» capace di accoglierci in quella situazione.

In realtà ho pensato alle mie figlie: quelle vive, però. Ho pensato che sarebbe stato importante per me fare il possibile perché trovassero maggiore consapevolezza: la morte perinatale non accade sempre, tuttavia nemmeno mai (come vorrebbero farci credere).
E così non ho più smesso di sensibilizzare: quando si dice «fare tesoro della propria esperienza»… 

🍀 «Nato vivo» l’ho sentito come un dovere: possibile che una famiglia mutilata, improvvisamente torni normodotata quando attende una nuova vita? Ma allora non si è davvero capito nulla di cosa sia la morte perinatale! Dal lutto si esce, ma l’esperienza di un figlio che muore non si cancella. Come attraversare una nuova gravidanza con quel bagaglio?
Eh… con pazienza, speranza, fiducia e coraggio.

🍀 Aprire il blog è stato un modo per continuare a riflettere sul lutto perinatale e mettere in circolo pensieri in parole. Ad un certo punto gli articoli sono stati abbastanza da raccoglierli in un libro. Ecco «Chiamami mamma»…

come chiami tutte le mamme che accompagni nel loro primo incontro coi loro figli. Anche io sono una mamma, pur se per me sarà il primo e insieme l’ultimo incontro con mio figlio.

🍀 Ad un certo punto s’è presentata l’occasione di partecipare ad un concorso: sembrava serio, chiedevano un racconto di almeno 20.000 battute. Beh, del concorso non ho saputo più nulla, ma è stata l’occasione per scrivere «Sembrava una promessa».

Sembra sempre una promessa… quella lineetta che dice che c’è chi ancora non si può notare.

🍀 Infine «Insieme», realizzato grazie ai dolcissimi disegni di Michela Turri. A mia figlia sarebbero servite queste parole, tuttavia allora non le ho trovate… non ne avevo nemmeno per me. Però le ho cercate tanto e alla fine eccole qui, per lei e per tutte le bimbe e tutti i bimbi che non stringeranno mai le loro sorelle e i loro fratelli.

Per i genitori, a cui queste parole mancano… Non demordete 

Se siete in lutto perinatale o siete interessati al tema, questo è il mio contributo, che trovate qui:
👉 Questione di biglie
👉 Nato vivo
👉 Chiamami mamma
👉 Sembrava una promessa
👉 Insieme

Io sono a vostra disposizione, scrivetemi e vi risponderò.
Non siete sole/i, vi penso… 💚

Libri sul lutto perinatale:

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