«Nessuno al posto tuo» è l’ultimo libro (il sesto) di Erika Zerbini, scrittrice di Mezzanego, pubblicato con Panesi Edizioni. I protagonisti sono Gioia, il compagno Luciano e il figlio Dario. Gioia è una donna che sta subendo maltrattamenti  ma ad un certo punto qualcosa scatta nella sua testa e l’equilibrio familiare sarà destinato a cambiare. L’argomento non è facile e chiediamo a Zerbini come le sia venuta l’ispirazione per il romanzo:

L’idea sorge da un’esperienza simile a quella della protagonista. Io non avevo le costole rotte ma il coccige.

Il romanzo è uscito a fine giugno e si trova negli store online e anche nelle librerie. 

L’intento della scrittrice è quello di dare voce alla propria storia e soprattutto far riflettere su un aspetto molto importante, quello della colpa.

Quante volte si giudica una donna maltrattata?

Colpevole perché lo lasci, la famiglia deve rimanere unita; colpevole perché non lo lasci; colpevole perché ci hai fatto un figlio; colpevole perché avresti dovuto accorgertene prima. La colpa è sempre anche la tua secondo questo modo di ragionare.

E proprio questa storia di cui Erika non si vergogna: «Non potrei mai nasconderla, è il mio vissuto. L’ho pagato a caro prezzo», le ha lasciato un insegnamento che applica nella vita di tutti i giorni:

Mi ha insegnato che io ho un valore, e sto bene attenta a ricordarmelo ogni giorno. Se tu non ti dai un valore, nessuno lo farà. Le ossa rotte significano che si può essere ad uso e consumo di un altro, non soltanto di un partner violento.

Anche nel caso di Erika la molla è stata la figlia:

Gli equilibri cambiano, è questione di responsabilità. Se resti fai bagnare tua figlia in quell’acqua…

La scelta di andarsene è solo la punta dell’iceberg, ci sono poi le udienze in tribunale:

Un periodo che ha coinvolto, emotivamente ed economicamente, l’intera famiglia: mio marito, i miei figli.

Parlare oggi di queste situazioni è importante, fondamentale: «Soprattutto ora con il disegno Pillon».

Erika Zerbini ha scelto di raccontare la sua verità in un libro, alle persone che conoscono e soprattutto a sua figlia:

Ciò che resta di te è l’esempio che dai.

nessuno al posto tuoAlessandra Fontana

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