In spiaggia come polli in batteria.
 
«L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di acque di balneazione, circa un quarto del totale di quelle europee e registra più di 50.000 concessioni demaniali marittime, di cui 11.000 sono per stabilimenti balneari.»
 
 
Si tratta di 20 pagine di linee guida sulla gestione delle spiagge.
 
Il presente documento si limita a fornire elementi tecnici di valutazione al decisore politico circa l’adozione di misure di sistema, organizzative e di prevenzione e protezione, nonché semplici regole per l’utenza ai fini del contenimento della diffusione del contagio.
 
Semplici regole dunque, che se adottate, potremo stare sicuri che il virus non si diffonderà.
  1. le spiagge sono generalmente affollate, quindi cogliamo l’occasione per contingentare gli ingressi, anche in quelle libere (che sono ormai un’inezia), prevedendo la prenotazione on line. Così fine delle spiagge libere: se vuoi andare in spiaggia libera, col tuo ombrellone, secchiello, paletta e magari le biglie per gareggiare coi tuoi amici, mettiti in lista.
  2. Lascia pure a casa secchiello, paletta e biglie, perché in spiaggia è VIETATO GIOCARE. O meglio, puoi giocare da solo, nei metri quadrati assegnati. Mi raccomando, segui i percorsi tracciati per entrare, uscire e in acqua solo per nuotare, ovviamente distanziati: niente tuffi dalle spalle dello zio. In effetti, a parte nuotare in solitudine, per che altro ci vai in spiaggia?
  3. «Deve essere garantita vigilanza sulle norme di distanziamento sociale dei bambini in tutte le circostanze»: se il tuo bambino è figlio unico, lo aspetta un’estate di solitudine. Come se l’inverno fosse stato meglio…
  4. Se eri solito prenotare la cabina per la stagione, insieme agli amici, scordatelo, a meno che tu non prenda anche residenza con gli stessi.
  5. Eri solito farti una pucciatina in piscina, magari quando il mare era mosso? Scordatelo: inibito l’accesso e l’utilizzo.
  6. Paritina a beach volley? Vietata. E così altri giochi di gruppo. Forse solo se i partecipanti hanno residenza con te.
  7. Vuoi startene sulla battigia coi piedi in acqua? Poco, pochissimo, anzi, meglio di no.
  8. Se per disgrazia hai bisogno d’essere soccorso? «Si raccomanda di valutare il respiro soltanto guardando il torace della vittima alla ricerca di attività respiratoria normale, ma senza avvicinare il proprio volto a quello della vittima e di eseguire le sole compressioni (senza ventilazioni) con le modalità riportate nelle linee guida. Se disponibile un DAE utilizzarlo seguendo la procedura standard di defibrillazione meccanica.»
  9. Mi raccomando la mascherina: indossata finché non arrivi al tuo quadrato assegnato e indossata nuovamente se intendi uscire dal quadrato, poi segui il percorso: per andare in bagno, per andare al bar, per uscire dallo stabilimento.

In spiaggia come polli in batteria.

Tralascio l’obbligo di mascherina per i lavoratori degli stabilimenti, che a 40° saranno felici di respirare la loro fresca anidride carbonica, ogni giorno, dalla mattina alla sera.
 
Tralascio anche le regole per le docce, l’uso dei bagni, il ristorante, il bar.
 

Io non andrò al mare quest’anno.

 
Come non ci andrò io, non ci andranno molti altri, probabilmente vedremo azzerate le prenotazioni dall’estero e quegli insignificanti 11.000 stabilimenti balneari che davano da mangiare a famiglie intere, falliranno. Non prima di aver investito in sanificazioni, plexiglass, nastri, bollini e via dicendo.
 
Certo che queste misure sono necessarie, dato che abbiamo trovato non uno, ma più modi per curare chi viene contagiato pesantemente dal virus. Pensa se non avessimo nemmeno uno straccio di idea di come fare…
 
E c’è pure chi da mesi sostiene che il sole sia un toccasana e le alte temperature inattivino il virus.
 
Meglio stare a casa dunque, con le finestre chiuse e l’aria condizionata a 18°. Sia mai il virus scomparisse proprio. Che peccato sarebbe, no? Alla fine ci mancherebbe.
 
In spiaggia come polli in batteria.

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