«Sono a pezzi. Non immaginavo un dolore così…»
«…ed eri incinta da quanto? Dieci settimane? Pensa a chi perde un figlio di dieci anni. Sarebbe stato peggio, ti pare?»

«Sono a pezzi. Non immaginavo un dolore così…»
«…e almeno tuo figlio te lo sei goduto per un po’. Pensa a chi non riesce nemmeno ad averne. Poteva andarti peggio, ti pare?»

«Sono a pezzi. Non immaginavo un dolore così…»
«…e almeno non ha sofferto. Pensa a chi vede morire un figlio dopo una lunga e dolorosa malattia. Ti è andata bene così, ti pare?»

«Sono a pezzi. Non immaginavo un dolore così…»
«…e almeno hai potuto lottare per salvarlo. Pensa a chi invece un figlio muore improvvisamente e non ha il tempo di niente. Sarebbe stato peggio, ti pare?»

«Sono a pezzi. Non immaginavo un dolore così…»
«…e almeno hai altri figli. Pensa a chi ne ha solo uno e poi gli muore. Allora sì che è dura davvero, ti pare?»

«Sono a pezzi. Non immaginavo un dolore così…»
«…va beh, dai. Quant’è passato ormai? Un mese? Fatti una vacanza, stacca, pensa ad altro. È ora che ti riprendi, non ti pare?»

Accade spesso così: il lutto altrui genera disagio in chi è chiamato a confrontarcisi.

Il lutto non ha bisogno soluzioni: il dolente non ha bisogno che la sua pena sia “riparata” o sminuita; egli sa che nessuno può rimediare alla morte e al dolore che genera. Il dolente ha però bisogno di condividere la propria pena. Ha bisogno di poterla esprimere, per tirarla fuori e lentamente alleggerirsi. Ha bisogno di non portarla su di sé e solo su di sé. Ha bisogno di guardarla anche attraverso gli altri, perché riflessa assume forme che diversamente non potrebbe immaginare.

La solitudine inghiotte il dolente, con tutto il suo lutto: è come annegare, nel freddo, nel buio, nella mancanza di ossigeno, nel vuoto.

lutto ha bisogno di esistere

Il lutto ha bisogno di esistere, perché solo esistendo può essere attraversato fino ad esaurirsi.

L’Auto Mutuo Aiuto insegna un metodo: ascolta, non interrompere, non giudicare, non dare consigli. In sostanza chiede di stare nel dolore dell’altro, in cambio del saper stare dell’altro nel tuo dolore.

È uno scambio alla pari di accoglimento della sofferenza.

È un metodo capace di trasformarsi in un modo d’essere e in uno stile di vita.

L’abitudine ad osservare l’altro oltre le sue parole, accogliendo le sue fatiche, non solo il lutto, avendo consapevolezza che la fatica di ognuno merita di essere riconosciuta e di avere uno spazio e un tempo per essere espressa. Non esistono fatiche e dolori più o meno grandi. Ognuno di noi paga il prezzo dell’esistere. Il dolore è dolore. La fatica è fatica.

L’Auto Mutuo Aiuto accoglie chi desidera essere accolto e in cambio chiede di accogliere a sua volta.

L’Auto Mutuo Aiuto rende le persone umane.

Non occorre una laurea per esprimere la propria umanità. Occorre la volontà di aprirsi all’altro col desiderio di dare e senza la paura di ricevere.

Lascia un commento