Il diritto dei bambini a non essere la nostra unica ragione di vita è un articolo a cura di Manuela Griso, pubblicato su Eticamente, lo scorso 27 marzo. Un articolo esaustivo e che vi consiglio di leggere per intero. Di seguito un estratto della parte secondo me più significativa:

Le situazioni della vita poi sono molteplici e una di quelle situazioni che rischia di sfuggirci di mano e di far sì che i nostri bambini si sentano vulnerabili, inutili e sviluppino il senso di colpa per la nostra infelicità, è la separazione. Spesso con un evento così traumatico il genitore può vivere un momento di apatia, di tristezza, di grande smarrimento.

Il pericolo che si attacchi al bambino e che inizi a considerarlo la sua unica ragione di vita, è reale.

Ci si lascia trascinare dalla routine quotidiana, lasciando scorrere le giornate senza gioia. Ci si convince che la propria vita abbia senso solo grazie al proprio bambino e si finisce con il riversare su di lui tutta la nostra esistenza.

Questo è pericolosissimo.

I bambini hanno diritto a genitori che amano loro stessi, che si prendono cura di sé, che vivono la loro vita. Hanno diritto di non essere investiti del peso di una responsabilità così grande, come quella di tenere in vita il proprio genitore solo con la loro stessa esistenza.

Quest’arma che il genitore inconsapevolmente scaglia sul proprio bambino, porterà il bambino a sentirsi sempre inadeguato, rigido, ansioso e impaurito. Avrà sempre paura che un suo gesto, una sua scelta, possa portare il genitore alla morte. Negli eventi traumatici della nostra vita dobbiamo sempre ricordare che amare non significa incatenare, ma liberare. Liberiamo i nostri bambini dal timore di essere la nostra sola ragione di vita, così facendo saremo l’esempio da seguire e riscopriremo anche noi la bellezza di vivere secondo il nostro disegno.

Fra gli eventi considerati traumatici possiamo senza dubbio inserire anche il lutto perinatale.

➡️ Non è raro, dopo un lutto perinatale, sentirsi esortare a vivere per i vivi e non sprecare tempo coi morti, spostando così l’attenzione dal dolore inevitabile che una morte produce (e dalla conseguente necessità di attraversarlo per ricentrare se stessi), caricando così i vivi della responsabilità di tenerci in vita.
➡️ Non è raro, dopo un lutto perinatale, trovare ragione di vita nei figli vivi che ci sono già o nella speranza di figli vivi che potrebbero arrivare.
➡️ Non è raro attendere un figlio dopo il lutto perinatale come un ‘arcobaleno’, ossia investendolo di grandi aspettative: a lui tocca riportare il sorriso dove ormai si è spento.

❗️Non c’è figlio che possa sostituire il figlio perduto. Partendo da questa consapevolezza è possibile attraversare il lutto insieme ai figli che già ci sono, cercando un nuovo equilibrio e una propria ragione d’esistere.
❗️Il lutto perinatale trasforma tutti e in qualche modo agisce anche su chi ancora deve nascere, ma nessun bambino dovrebbe portare su di sé il peso dell’assenza di chi non c’è.

I bambini hanno diritto di non essere investiti del peso di una responsabilità così grande, come quella di tenere in vita il proprio genitore solo con la loro stessa esistenza.

È importante non dimenticarlo.

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