Gatta perde un cucciolo e adotta un cane (articolo originale, cliccando qui).

Rebecca ama i gatti. Ha fondato un club e, insieme ad alcune sue compagne, si occupa di gatti.

Tengono l’anagrafe dei randagi, nuove cucciolate, colonie feline… Dopo la scuola passano da Petmarket a fare rifornimento di crocchette e/o ausili vari per i loro cuccioli.

Sui gatti sa molto e si tiene informata.

L’altro giorno mi ha raccontato di una gatta che ha adottato un cucciolo di cane.

«Il cagnolino, nato da un taglio cesareo urgente, è stato rifiutato dalla mamma che non ha sviluppato l’istinto materno. Mamma gatta invece ha avuto dei cuccioli, ma uno è nato morto. Proprio come è successo a te. Così la veterinaria ha messo il cucciolo di cane vicino alla mamma gatta e lei lo ha leccato subito! E poi gli ha dato il latte.»

Proprio come è successo a te

Una frase messa lì, nel mezzo del racconto, come fosse una cosa che accade e che si può dire, così, normalmente.

Una cosa che non suscita vergogna, che non è detta a mezzi denti, che non è taciuta nel timore di ferire.

Una cosa che capita, come è capitata a me.

Una cosa che non è la norma, ma se avviene è normale.

Rebecca ha 10 anni e non ha paura del lutto perinatale.

…io… beh… questo, infine, è il senso.

Lascia un commento