Rebecca, cos’è per te una famiglia?

Rebecca, 6 anni, risponde così:

famiglia è

“Famiglia è una casa in cui ci sono adulti e bambini 
che si aiutano a crescere”.

Mi piace l’idea di una famiglia come luogo: il luogo delle persone che la compongono.

Mi piace l’idea delle persone che la compongono suddivise in adulti e bambini: nessuna gerarchia, né ruolo particolare. Una divisione per età mi sembra quella più incontestabile.
Non importa quale sia il ruolo o  la parentela genetica: se si sta sotto lo stesso tetto, si è famiglia.

Mi piace l’idea di aiutarsi a crescere… tutti quanti, ognuno per il pezzetto che può e come sa.
Per poterci aiutare occorre ascoltarci, osservarci, intenderci… Occorre rispettarci, avere fiducia, essere generosi.
E’ dato per scontato che ci si voglia bene: sta tutto in quella mano tesa che abbiamo da offrire agli altri e troviamo offerta dagli altri.

Se stiamo sotto lo stesso tetto siamo una famiglia e ci vogliamo bene, punto.

Tutti continuiamo a crescere: chi l’ha detto che gli adulti siano ormai definitivamente cresciuti?

Rebecca sa che non si finisce mai di crescere. Lei ci osserva essere adulti e affrontare spesso le novità con una considerazione iniziale:

“Non lo so…”

Non sappiamo come fare le cose nuove, poi impariamo e cresciamo un altro po’.

Purtroppo ci sono adulti che si sentono ormai abbastanza cresciuti.

Loro non hanno più niente da imparare, almeno sulla famiglia, e con le gerarchie stanno a posto.

Loro sono una cosa definita e definibile senza alcun dubbio.

Per loro la famiglia è un fatto assai più complicato e circoscritto: dipende da un sacco di dettagli e condizioni imprescindibili.

Famiglia…

Innanzi tutto quale famiglia?

Quella naturale, tradizionale, eterosessuale, omosessuale, allargata, adottiva… con o senza figli? I figli legittimi, naturali, adottati, in provetta? Con animali domestici o senza animali domestici? …

Di crocetta in crocetta l’amore si assottiglia, si trasforma in diritto o non diritto, quindi in legge e in fondo a perdere sono coloro che ci restano incastrati nel mezzo.

Se dessimo retta a loro, quelli già definitivamente cresciuti, temo che rimarrebbero solo adulti e bambini debitamente separati. Non so come potrebbe essere definita una famiglia, forse risulterebbe solo un modulo da farsi rilasciare dall’Anagrafe per qualche scopo legale e non molto altro. In tantissimi resteremmo soli: infelici a norma di legge.

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