Attraverso il lutto perinatale

Durante questi mesi sospesi ho realizzato il progetto che da molto tempo avevo nel cuore.
Proprio nel cuore, perché mi ci è voluto coraggio per raccontare tutto ciò che ho imparato sul lutto perinatale: talvolta non corrisponde propriamente a ciò che ci si aspetterebbe.
Qui dentro ci sono tutti gli autori che mi hanno aiutato lungo il mio cammino, raccolti in un percorso che vuole proprio sembrare un viaggio, dentro un luogo ricco di emozioni, certamente impegnativo e a tratti sfinente, tuttavia così unico e denso di possibili significati.
Novella è stata preziosissima: senza il suo contributo questo testo non sarebbe quello che è. Collaborare con lei è sempre un piacere e un arricchimento 

Per scaricare l’estratto, clicca qui.

Di seguito l’anteprima del primo capitolo:

«Cara lettrice, caro lettore,
se stai leggendo queste pagine, probabilmente alcune ore, giorni, settimane, mesi, anni fa, ti è stata comunicata la notizia che il tuo bambino appena concepito, di alcune settimane di gestazione, a gravidanza avanzata, sul finire del suo percorso intrauterino, appena prima del parto, durante il parto, a pochi minuti dal parto, a poche ore dal parto, a pochi giorni dal parto, a poche settimane dal parto, è morto.
Probabilmente il bambino che hai dovuto lasciare andare non era solo uno, forse erano due gemelli, forse tre, o quanti?
Probabilmente non è stata la prima volta che ti è accaduto di ricevere questa notizia, forse ti è già stata data una, due tre volte o persino di più.
Probabilmente tutto è filato liscio, senza lasciar intendere che la situazione sarebbe precipitata irrimediabilmente.
Probabilmente sulle prime non hai colto esattamente cosa stesse accadendo, hai avuto bisogno che ti ripetessero più volte la sentenza inoppugnabile e la dinamica dei fatti.
Probabilmente, ad un certo punto, i medici hanno riscontrato delle anomalie nella crescita del tuo bambino e sei stata/o chiamata/o a prendere una decisione difficilissima: mettere sul piatto della bilancia pro e contro, valutare il percorso tutto in salita che sarebbe spettato al tuo bambino, la sua fatica, la sua sofferenza, le opportunità di sopravvivenza, la qualità della sua vita e l’opzione di interrompere il suo cammino, caricando solo sulle tue spalle la responsabilità di una scelta gravosa.
Cara lettrice, caro lettore, se stai leggendo queste pagine, probabilmente il tuo bambino è morto e tu sperimenti una sofferenza acuta, mai provata prima.
Probabilmente non immagini come placare questo dolore, ti chiedi il senso di tutto questo: perché proprio a te?
Probabilmente ti senti precipitata/o in un incubo senza fine e privo di riferimenti.
Cara lettrice, caro lettore, sappi che le emozioni che stai sperimentando, sono normali: tu stai vivendo il lutto per la morte di tuo figlio.
Nelle pagine che seguiranno, proverò ad analizzare alcune sensazioni comuni, cercherò di rispondere ad alcune domande e tenterò di starti vicino: ci tengo a farti sapere che non sei sola/o, nel mio piccolo ti penso.»

Lascia un commento